alkekengi

Physalis Alkekengi Peruviana

Questo stravagante frutto, detto anche lanterna cinese per via della sua forma , appartiene come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle solanaceae. Le sue origine possono essere ricondotte al sud america dove viene coltivato da millenni per essere utilizzato nella medicina naturale popolare. Dopo la sua introduzione in Europa, Italia inclusa, l’alkekengi si è inserito nelle specie arbustive presenti nei nostri boschi. non è cosa rara infatti imbattersi in questa pianta durante una passeggiata nel bosco o a ridosso di un fiume in zone particolarmente ombreggiate e abbastanza umide. Le sue radici molto profonde gli permettono infatti di cercare l’acqua necessaria alla sopravvivenza in maniera del tutto autonoma gli conferiscono inoltre un fusto molto legnoso. Il suo effetto simbiotico funge da attrazione nei mesi primaverili-estivi per molte specie di farfalle.

FIORI E FRUTTI

I fiori del physalis alkekengi sono bianchi, piccoli e a forma di campanella, essi spuntano all’ascella delle foglie; sono la caratteristica particolare della pianta i calici arancioni di consistenza simile alla carta. La fioritura si protrae in estate tra i mesi di luglio ad agosto.

Il frutto durante la fase di maturazione si trova avvolto da un involucro piriforme di origine calicina. Una volta maturo l’involucro che riveste il frutto assume un colore arancio (tipico delle lanterne cinesi appunto) e assume un aspetto a rete. Una volta maturo scopriamo il frutto che si presenta con una forma rotondeggiante che va dal colore rosso chiaro all’arancione. Il suo aroma può ricordare lontanamente un pomodoro dolce con retrogusto di ananas e vaniglia.

UTILIZZO E CONTENUTI SALUTISTICI

Ecco la parte più interessante che riguarda il physalis alkekengi.

I suoi frutti possono essere mangiati da soli crudi, oppure possono essere usati per decorare le insalate o i dolci e in macedonia, per crostate, sorbetti e gelati. Se seccati leggermente si possono mettere sott’aceto o in salamoia. Essendo molto ricco di pectina, si presta alla preparazione di confetture e gelatine e per fare marinate. L’alchechengi si può anche spremere per consumarne il succo. In Italia i frutti dell’alkekengi si possono trovare nelle pasticcerie, ricoperti di cioccolato o canditi.